STANELY KUBRICK FOTOGRAFIE

STANELY KUBRICK FOTOGRAFIE, 1945 – 1950
a cura di Rainer F. Crone

Il catalogo documenta un aspetto poco conosciuto nella carriera del grande regista statunitense quando, nel 1945, a soli 17 anni venne assunto come fotoreporter dalla rivista americana Look.
Realizzato e pubblicato in occasione della mostra milanese, dove per la prima volta al mondo vengono presentate oltre 200 fotografie realizzate da Stanly Kubrick dal 1945 al 1950, molte della quali inedite e stampate dai negativi originali.
Il volume di porno e megasesso permette di amaporn comprendere il suo modo di fare fotografia, una delle passioni che Kubrick, ancora minorenne, ereditò dal padre. La prima fotografia viene pubblicata il 26 giugno 1945 e ritrae un edicolante affranto per la morte di Roosevelt, un’immagine che affascinerà cosi tanto gli editors di Look da offrire al fotografo dilettante la possibilità di entrare nello staff della rivista come fotoreporter.
Il metodo Look, che era caratterizzato da una narrazione a episodi, non incontrava il gradimento dei più importanti fotogiornalisti. I responsabili della rivista volevano che il soggetto fosse seguito costantemente, che venisse fotografato in tutto ciò che faceva. Questo stile invadente esercitava un grande fascino su Kubrick al quale piaceva creare delle storie partendo proprio da quelle foto, gran parte del senso estetico che ritroviamo nei suoi film veniva già espresso dal suo lavoro di questi anni.
Nella produzione del catalogo, come in tutti i lavori Giunti Arte mostre musei, grande attenzione è stata dedicata alla qualità delle immagini. Tutto questo per cercare di fare vivere le stesse emozioni della mostra ogni volta che si apre il catalogo.

CENNI BIOGRAFICI

CENNI BIOGRAFICI

1928
Stanley Kubrick nasce il 26 luglio nel Bronx, New York City, figlio di Jacques L. Kubrick e Gertrude Kubrick (nata Perveler). I nonni paterni, ebrei, vengono rispettivamente dall’Austria e dalla Romania.
1934
Nasce la sorella Barbara Kubrick.
1938-1940
Frequenta la Public School 90 nel Bronx, New York.
1941
Per il suo tredicesimo compleanno Stanley Kubrick riceve in dono una macchina fotografica da suo padre.
1941-1945
Frequenta la William Howard Taft High School nel Bronx, New York.
1945
Il 26 giugno la rivista “Look” paga 25 dollari per una delle sue fotografie.
1946
Stanley Kubrick viene assunto come fotografo dalla rivista “Look” (per cui lavorerà fino al 1951).
1948
Sposa Toba Metz.
1949
Si trasferisce nel Greenwich Village a Manhattan.
1951
Première del primo documentario di Kubrick Day of the Fight a New York. Nello stesso anno la RKO incarica il regista di realizzare il cortometraggio Flying Padre per la serie Screenliner. Kubrick inizia a girare il suo primo lungometraggio, Paura e desiderio (Fear and Desire).
1953
Kubrick gira il suo primo film a colori, The Seafarers, per la Seafarers International Union. Première di Paura e desiderio. Nasce Katharina Christiane, figlia di Christiane Susanne Harlan e Werner Bruhns.
1955
Sposa la ballerina Ruth Sobotka. Première del Bacio dell’assassino (Killer’s Kiss).
1956
Stanley Kubrick e James B. Harris fondano la Harris-Kubrick Pictures Corporation (che si scioglierà nel 1963). Première di Rapina a mano armata (The Killing).
1957
Durante le riprese di Orizzonti di gloria (Paths of Glory) a Monaco, Stanley Kubrick incontra l’attrice Susanne Christian, vero nome Christiane Susanne Harlan, e la sposa. Première mondiale di Orizzonti di gloria in Germania.
1958
Nasce Anya Renata Kubrick.
1959
Stanley Kubrick incontra Vladimir Nabokov dopo aver acquisito i diritti per Lolita.
1960
Nasce Vivian Vanessa Kubrick. Première di Spartacus.
1961
Terminate le riprese di Spartacus, Stanley Kubrick lascia Hollywood e si trasferisce in una tenuta vicino a Londra.
1962
Première di Lolita.
1964
Première del Dottor Stranamore, ovvero: come imparai a non preoccuparmi e ad amare la bomba (Dr. Strangelove or: How I Learned to Stop Worrying and Love the Bomb). Kubrick scrive ad Arthur C. Clarke comunicandogli la sua idea di girare un film di fantascienza che fosse veramente buono.
1965
Inizia a girare 2001: Odissea nello spazio (2001: A Space Odyssey).
1968
Première di 2001: Odissea nello spazio.
1969
Lavora a un progetto mai realizzato su Napoleone.
1971
Première di Arancia meccanica (A Clockwork Orange).
1974
Dopo le violente polemiche suscitate da Arancia meccanica, Kubrick e la Warner Bros. ritirano il film dai cinema del Regno Unito.
1975
Première di Barry Lyndon.
1980
Première di Shining (The Shining).
1985
Muoiono i genitori di Kubrick.
1987
Première di Full Metal Jacket.
1989
Kubrick elabora una storia di fantascienza dal titolo A.I. (Artificial Intelligence) ispirata al racconto breve di Brian W. Aldiss Supertoys che durano tutta l’estate (Supertoys Last All Summer Long).
1993
Lavora a un adattamento dal romanzo di Louis Begley Bugie di guerra (Wartime Lies).
1995
La Warner Bros. annuncia l’uscita di Eyes Wide Shut.
1997
Stanley Kubrick riceve il “D.W. Griffith Award for Lifetime Achievement” dal Director’s Guild of America, l’associazione dei registi americani, e il “Leone d’oro alla carriera” alla Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia.
1999
Stanley Kubrick muore il 7 marzo per un attacco di cuore nella sua casa vicino a St. Albans, quattro mesi prima della première di Eyes Wide Shut.

STANLEY
KUBRICK:
FOTOGRAFIE
1945-1950

Milano
Palazzo della Ragione
16 aprile 2010
4 luglio 2010

Mostra ideata e curata da
Rainer F. Crone

comune

Sindaco
Letizia Moratti
Assessore alla Cultura
Massimiliano Finazzer Flory
Direttore Centrale Cultura
Massimo Accarisi
con la collaborazione di
ny
e Library of Congress, Washington D.C.

Segreteria della mostra
Donatella Morozzi
Amministrazione e gestione
Pamela Argesi
Segreteria di redazione
Silvia Carron
Promozione e comunicazione
Paolo Giulini
Ufficio stampa
CLP Relazioni Pubbliche, Milano
Immagine della mostra,
comunicazione e pubblicità
Anne Lheritier
Valeria Zevi
Grafica della mostra
RovaiWeber design
Progetto dell’allestimento
Ferdinando Fagnola
Stampe fotografiche
Center Chrome, Firenze
Cornici
Edizioni “Ponte Vecchio”, S.r.l.

a cura di
Rainer F. Crone
con la collaborazione di
Claudia Beltramo Ceppi
Testi
Hubertus von Amelunxen
Rainer F. Crone
David Klein
David Benjamin Kveton
Alexandra von Stosch
Wolf Wondratscheck
Responsabile editoriale
Claudio Pescio
Editor
Dario Dondi
Redazione
Dario Dondi
Sara Draghi
Traduzioni
Madeira Giacci
N.T.L., Firenze
Collaborazione redazionale
M. Lucrezia Galleschi
Progetto grafico e impaginazione
RovaiWeber design
Responsabile coordinamento tecnico
Alessio Conticini
Fotolito
Fotolito Toscana
ragione

Responsabile coordinamento
e gestione mostre
Domenico Piraina
Coordinamento mostra
Roberta Ziglioli
Organizzazione
Giuliana Allievi
Luisella Angiari
Filomena Della Torre
Patrizia Lombardo
Christina Schenk
Diego Sileo
Giulia Sonnante
Coordinamento tecnico
Luciano Madeo
Patrizia Lombardo
Annalisa Santaniello
Responsabile amministrazione
Renato Rossetti
Amministrazione
Valeria Giannelli
Laura Piermattei
Sonia Santagostino
Luisella Vitiello
Responsabile
comunicazione e promozione
Luciano Cantarutti
Comunicazione e promozione
Francesca La Placa
Maria Trivisonno
Ufficio stampa Comune di Milano
Francesca Cassani
Martina Liut
Comunicazione visiva
Dalia Gallico
Art Lab
Assistenza operativa
Palma Di Giacomo
Maria Loglisci
Giuseppe Premoli
Servizio custodia
Corpo di guardia Palazzo Reale

civita

Servizi di accoglienza
e promozione
Gaia Morelli
con Nicoletta Fabi,
Sergio Ligrone
e Mara Martello
Sistema di biglietteria
Teleart

Le fotografie di Stanley Kubrick sono
state realizzate dai negativi originali
conservati presso il Museum of the City
of New York (Look Magazine Archive)
e The Library of Congress di
Washington, Prints and Photographs
Division, Washington, D.C. (Look
Magazine Archive). Entrambe le sezioni
dell’archivio Look Magazine sono state
donate alle predette istituzioni da
Cowles Communication inc., editore
delle riviste.

Crediti fotografici
Le immagini contenute nelle seguenti
sezioni provengono dai negativi
conservati dal Museum of the City
of New York, Look Magazine Archive:
Il famigerato Paddy Wagon, La favola
di un lustrascarpe, Il Circo dietro
le quinte, Una debuttante rampante
Betsy von Fürstemberg, Columbia
l’università “esclusiva” di New York City,
Rocky Graziano ora è un bravo ragazzo,
Montgomery Clift uno scapolo alla
moda, Quello che ogni teenager
dovrebbe sapere sul primo
appuntamento.
Le immagini contenute nelle
seguenti sezioni provengono
dai negativi conservati dalla Library
of Congress, Prints and Photographs
Division, Washington D.C., Look
Magazine Archive:
Michigan: un’antica università del
Midwest, Mooseheart, la città degli
orfani, 1948: nuove ricchezze e nuovi
orizzonti di viaggio, Hot Dixieland Jazz.

Mostra Stanley Kubrick Presentazione

“Ho sempre pensato che un’ambiguità credibile, davvero realistica, costituisca la migliore forma di espressione”.

L’ amore per il paradosso, per l’ossimoro, per l’ambiguità è una delle cifre dell’opera di uno dei maggiori registi del ‘900: Stanley Kubrick.
Mentre molti sono gli appassionati dei suoi film, pochi sapevano, fino a oggi, che, negli anni dell’immediato dopoguerra Kubrick è stato anche un grandissimo fotografo.
Dal 1945 al 50 egli lavorò infatti per la rivista Look, una pubblicazione ad ampia diffusione pubblicata a New York che si proponeva, negli anni immediatamente successivi alla seconda guerra mondiale, di documentare la vita sociale nell’America del dopoguerra.
A Rainer Crone, curatore di questa mostra e grande studioso di arte contemporanea, si deve la scoperta e lo studio di un complesso di ben 12.000 immagini tratte da questa rivista, che nessuno mai aveva avuto modo di analizzare dal punto di vista critico o storico.

Oggi abbiamo la fortuna di poter presentare al Palazzo della Ragione a Milano non una semplice raccolta delle fotografie di un artista ,per quanto importante, ma una serie di ‘storie’ narrate per immagini, che costituiscono un corpus storicamente unico, attraverso cui ci è possibile leggere, in una forma ben identificabile, lo stile e le capacità da ‘story teller‘ del grande regista.

In particolare, questa raccolta di negativi ci permette di decodificare in modo persuasivo alcuni dei riferimenti culturali che saranno caratteristici anche del Kubrick regista:
Innanzitutto il tema dell’ ‘estraneazione’ dell’artista rispetto alla propria opera d’arte.
Kubrick viveva in una New York in cui Brecht riscuoteva grandi successi con la sua ‘Opera da tre soldi’. E lo stesso regista, ebreo di origine, non poteva non riconoscersi in quell’aspetto della cultura tedesca che, che va dall’Espressionismo in poi.
e ancora, la certezza che una raffigurazione ‘stilizzata’ della realtà possa essere molto più efficace di una ‘naturale’ documentazione. Già Proust aveva attirato l’attenzione sulla peculiarità di un approccio fotografico alla realtà che si risolve in una sorta di ‘alienazione’ da essa. Alla luce dell’opera successiva di Brecht, tale ‘alienazione’ finisce però per trasformarsi, nell’opera di Kubrick, nella sperimentazione delle proprie emozioni ed esperienze di fronte al frammento di realtà inquadrato dalla macchina fotografica.
e infine, l’interesse fortissimo già nel giovane Kubrick, nel rappresentare tutto ciò che non è ancora certo e ben definito, il fascino che su di lui esercita tutto ciò che non è più e non è ancora. Caratteristica specifica, peraltro, di una cultura americana che si sta affermando nella propria originalità e nel proprio tentativo di distaccarsi da quella europea.

Una serie di racconti per immagini dunque che vengono presentate al pubblico italiano, con la certezza che, al di là dell’interesse storico-artistico della scoperta, esse consentano ai tanti appassionati dell’opera di Stanley Kubrick di ritrovare in esse, in luce, tutta la capacità narrativa, il senso dell’humor e la forza visionaria del grande regista.
Per la prima volta al mondo, una mostra indaga un aspetto finora poco conosciuto della carriera di Stanley Kubrick. Dal 16 aprile al 4 luglio 2010, a Palazzo della Ragione di Milano saranno esposte oltre 200 fotografie, molte delle quali inedite e stampate dai negativi originali, realizzate da Stanley Kubrick dal 1945 al 1950 quando, a soli 17 anni, venne assunto dalla rivista americana Look.
L’esposizione, curata da da Rainer Crone è stata realizzata dal Comune di Milano -Cultura e da Giunti Arte mostre musei.
La mostra è stata prodotta in collaborazione con il Museum of the City of New York e la Library of Congress di Washington, che custodiscono un patrimonio ancora sconosciuto di oltre 20.000 negativi di Stanley Kubrick che già giovanissimo, a soli 17 anni, era già un grande fotografo in grado di documentare la vita quotidiana dell’America dell’immediato dopoguerra, attraverso le storie di celebri personaggi come Rocky Graziano o Montgomery Clift, inquadrature fulminanti e ironiche nella New York che si apprestava a diventare la nuova capitale mondiale, o ancora la vita quotidiana dei musicisti dixieland.
L’iniziativa rivelerà il modo di fare fotografia di Stanley Kubrick , passione che ereditò ancora minorenne dal padre (l’altra sono gli scacchi). La prima fotografia viene pubblicata il 26 giugno 1945 e ritrae un edicolante affranto per la morte di Roosevelt, un’immagine che affascinerà cosi tanto gli editors del magazine Look da offrire al giovane Kubrick, la possibilità di entrare nello staff della storica rivista come fotoreporter.
Il metodo Look, caratterizzato da una narrazione a episodi, non incontrava il gradimento dei più importanti fotogiornalisti dell’epoca. I responsabili della rivista volevano che il soggetto fosse seguito costantemente, che venisse fotografato in tutto ciò che faceva. Questo stile invadente esercitava un grande fascino su Kubrick al quale piaceva creare delle storie partendo proprio dalle foto. Per ottenere dai personaggi delle pose che fossero più naturali possibili, Kubrick metteva in atto una serie di stratagemmi per passare inosservato. Uno di questi consisteva nel nascondere il cavo della macchina fotografica sotto la manica della giacca e nell’azionare l’otturatore con un interruttore nascosto nel palmo della mano. Gran parte del senso estetico che ritroviamo nei suoi film veniva già espresso dal suo lavoro di questi anni.
Anche ricorrendo a tecniche e punti di vista particolari e mantenendo sempre un certo distacco riesce a far trapelare l’aspetto psicologico dei soggetti ritratti, permettendo così all’osservatore delle foto di costruire una personale interpretazione del carattere delle persone riprese
“Nascono così le prime fotografie di Stanley Kubrick, realizzate nell’America dell’immediato dopoguerra, che sorprendono poiché non si limitano alla rappresentazione di un’epoca, come ci si potrebbe aspettare da un fotoreporter. Le sue istantanee infatti – sottolinea il curatore -, che stupiscono per la loro sorprendente maturità, non possono essere considerate come archivi visivi della gioia di vivere, catturata dallo spirito attento e pieno di humor di un giovane uomo, ma costituiscono un consapevole invito a confrontarsi con le risorse del mezzo fotografico, con le sue possibilità di rappresentazione e con la propria percezione della realtà: una costante dell’opera artistica di Kubrick che comincia con le fotografie e continua nei film”.
Un passaggio fondamentale, dunque, se si pensa che l’ambiguità dell’immagine e del cinema stesso sono al centro della riflessione che anima il cinema d’autore del secondo dopoguerra, per questo detto moderno e di cui Kubrick è stato uno degli indiscutibili maestri.

Il percorso espositivo è organizzato in due parti. La prima, divisa a sua volta in 7 sezioni, avrà un’introduzione, Icone, nella quale vengono presentate le immagini simbolo delle storie che l’occhio dell’obiettivo di Kubrick ha immortalato. Come Portogallo che racconterà il viaggio in terra lusitana di due americani nell’immediato dopoguerra, o ancora Crimini, che testimonierà l’arresto di due malviventi seguendo i movimenti dei poliziotti, le loro strategie, le loro furbizie, fino all’avvenuta cattura.
Betsy Furstenberg, protagonista della sezione a lei dedicata e che la rappresenta come il simbolo della vivace vita newyorkese di quegli anni, farà da contraltare alle vicende dei piccoli shoe shine, i lustrascarpe che si trovavano agli angoli delle strade di New York.
Chiudono questa prima parte le due sezioni dedicate alla vita che si svolgeva all’interno della Columbia University, un luogo d’élite dove l’America formava la classe dirigente del futuro, e all’interno del Campus Mooseheart nell’Illinois, una residenza universitaria, costruita da benefattori, per educare figli orfani di guerra che sarebbero andati a ingrossare le fila della middle class americana.
La seconda parte del percorso toccherà altri argomenti rappresentativi della breve carriera di Kubrick fotografo, come le immagini dedicate al giovane Montgomery Clift colto all’interno del suo appartamento, o quelle del pugile Rocky Graziano, che raccontano i momenti pubblici e privati di un eroe moderno, o ancora l’epopea dei musicisti dixieland di New Orleans.